[intervista] Vallanzaska

1) Sono passati già 10 anni dalla vostra prima uscita
discografica Otto etti di ottagoni netti, cosa è
cambiato nel vostro modo di fare musica da allora?
Il nostro modo di fare musica non è cambiato molto. Nel momento
delle composizioni, lirica o melodia, sappiamo già cosa vogliamo
tirare fuori dall'idea originaria. Per noi infatti non contano tanto
le tematiche in sé quanto il modo di metterle in versi e
riuscire a dire qualcosa di serio con ironia, partendo magari da
un tema che, solo apparentemente, ha poca rilevanza. Di noi hanno
infatti spesso detto che facciamo testi autobiografici. E' vero,
ma da semplici esempi di vita vissuta cerchiamo di dare un messaggio
che proprio lì, nell'episodio biografico, si nasconde. Musicalmente
seguiamo senza indugi un modo di fare ska nostro, uno "ska
vallanza".
2) Lo ska ha vissuto unondata travolgente sul finire degli
anni 90, ora questo fiume in piena sembra essersi arginato, come
spiegate questo fenomeno?
Credo che ogni genere musicale esistente possa continuamente avere
estimatori, sia che sia sulla cresta dell'onda, sia che non lo sia.
Le ondate di un certo genere musicale dipendono a mio avviso da
due fattori: il primo, più importante, è l'intervento
economico di una multinazionale della musica che decide di imporre
un genere rubando la scena e gli spazi a tutto ciò che in
quel momento ne è lontano; il secondo fattore dipende dalla
forza comunicativa, originalità di una determinata band che
è capace di imporsi con le proprie forze e creare il fenomeno.
Se oggi si dice che "va" il metal o l'emo non vuol dire
insomma che il punk rock non abbia seguito. Basta guardarsi in giro.
3) Luscita del vostro ultimo disco è accompagnata
da un video del brano Si si si, No no no. E un
video pieno di citazioni e di parodie. Ci parlate di come è
nata lidea e come è stato realizzato?
L'idea è nata dopo la nostra partecipazione al programma SUPERCIRO.
L'autore dello show, Roberto Burchielli, avendoci chiamato a fare
parte dello staff artistico, ci ha proposto di fare il video. La
sua supervisione e regia unitamente alla realizzazione grafica di
NEXTMEDIALAB, la produzione MANINALTO! ha dato forma a ciò
che è il nostro più bel video in assoluto. La realizzazione
è stata complessa, anche perché si è utilizzato
un inedito processo digitale che mai è stato utilizzato per
realizzare un videoclip. Il video ha molto movimento ma le persone
che sono sullo schermo sono di per sé ferme. Sono solo foto.
Ne abbiamo fatte 5000.
4) Dello ska vi piace più lanima divertente del
genere o quella impegnata?
Indubbiamente quella allegra. Ma per noi penso sia più giusto
dire sarcastica. Perché dal sarcasmo puoi spaziare nella
denuncia.
5) Ci sono alcune collaborazioni curiose nel disco, una con
Ricki Gianco e laltra con Guido Bagatta e con Claudio Batta
Capocenere. Perché queste scelte e come avete conosciuto
questi personaggi?
Oltre a cantare nei vallanza sono anche autore tv come libero professionista.
Ho lavorato per parecchi programmi, tra cui zelig. Claudio Batta
è un amico, ci fa ridere e gli abbiamo chiesto di partecipare
al nostro lavoro. Bagatta è presente per lo stesso motivo
e perché ho lavorato a Real Tv. Ricky Gianco è invece
un mio mito fin da bambino. Non lo conoscevo assolutamente e mi
sono sbattuto per trovare il suo numero e chiedergli, dopo avergli
fatto ascoltare la canzone MONTECARLO, di partecipare. L'ha fatto
molto volentieri e ora è amico dei vallanza..
6) Come è stata lesperienza alla trasmissione televisiva
SuperCiro? Come è avvenuta la scelta del vostro pezzo si
si no non no per la sigla?
Roberto Burchielli, l'ideatore della trasmissione, che ho conosciuto
facendo l'autore in tv, sapeva dei vallanzaska, ma non conosceva
le nostre canzoni. Mi ha chiesto di sentire qualcosa ed è
stato colpito dalla canzone SI SI SI NO NO NO che ha voluto come
sigla. Noi abbiamo accettato perché partecipare ad una trasmissione
comica in prima serata non è da tutti i giorni. E poi perché
c'erano la Canalis e la Fontana
7) Avete mai pensato di sperimentare nel vostro genere al di
fuori delle incursioni punk?
Noi già inseriamo o abbiamo inserito altre influenze nelle
nostre canzoni: sono quelle di Frank Zappa, di Jannacci, di Cochi
e Renato.
8) Come è nata l'idea di fondare l'etichetta MANINALTO!
?
Abbiamo fondato l'etichetta MANINALTO! inizialmente per produrre
noi stessi, poi è stato naturale rivolgere tutto ciò
che abbiamo appreso in questo strano mondo ad altri gruppi che ci
piacciono. Abbiamo iniziato con i lemon squeezers e con i catwalk,
ma la lista si allungherà. Non è necessario che siano
gruppi ska, ma è necessario che siano gruppi di qualità
indiscutibile. L'idea è quella di creare un marchio ben preciso,
con un suo colore. Fare in modo che se uno dice: "
è
un gruppo prodotto da MANINALTO!" si capisca cosa sia o quale
siano le sue caratteristiche.
9) Cosa consigliate ai ragazzi che stanno intraprendendo la
scelta di suonare ska?
Consigliamo di evitare di imitare gruppi maggiori se non all'inizio.
Imitare è utilissimo per arrivare in sala prove e fare qualcosa
dall'inizio alla fine. Ma deve poi subentrare qualcosa di unico,
che marchi con il fuoco il nome del gruppo grazie ad una particolarità
musicale o di liriche. Un gruppo che fa ska stile vallanzaska, per
intenderci, non serve: ce ne è già uno. E così
per altri gruppi di riferimento, anche se i più imitati sono
indubbiamente i punkreas, i persiana jones e gli shandon. Ma esistono
appunto già loro.
- Sito Ufficiale
Vallanzaska
- Sito Ufficiale
Maninalto! Records
ilaria, 29/04/05
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