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[recensione] Alex Gopher - s/t (2007)

[etichetta: go 4 music]



Alex Gopher - s/t



Forse ai più è un nome che dice poco e niente, ma ALEX GOPHER era uno dei quattro componenti degli Orange. E chi sarebbero questi Orange? Gli Orange sono la band che vide esordire alla fine degli anni 80 due dei musicisti di punta della scena electro-pop francese, Jean Benoit Dunkel e Nicolas Godin, meglio noti come Air. E nel terzo lavoro del dj-producer, noto anche per aver collaborato con Vanessa Paradise, Bob Sinclair e Jamiroquai, ricompaiono non a caso proprio i due illustri soci insieme al chitarrista dei Nouvelle Vague, Olivieri Libaux.

Suona come un ritorno alle radici questo nuovo lavoro di Gopher che rinuncia al caratteristico vocoder alla Daft Punk che caratterizzava i suoi brani e, in parte, alle venature house dei suoi infiniti remix (tra i quali si ricorda l'eccellente Gordini remix di "Brakes on" degli Air) per un suono levigato, figlio dell'esperienza con gli Orange. Non mancano gli episodi synth-pop, spigolosi quanto ballabili, da "Out of the inside" a "Carmilla" o la sfrenata "The game" che piacerebbe ai Re Mida del remix come Tiga, ma prevalgono atmosfere meno movimentate pur melodiche e catchy al punto giusto. Su tutte spicca l'ottima "Brain leech", elegante bozzetto dance tra Colder e Junior Boys, che avrebbe tutte le potenzialità del tormentone estivo intelligente. Atmosfere rilassate che nei momenti più frenetici possono dare l'idea dei Depeche Mode più recenti ("Nasty wish") o di quelli degli albori delle intuizioni sintetiche tra Devo e Kraftwerk (di cui Alex è un orgoglioso estimatore),"Go!".

Sorprende la voce di Gopher, purificata e spogliata di filtri e effetti, che si esalta nei momenti più inevitabilmente Air della raccolta, in cui è la chitarra acustica più che le tastiere a indicare la strada. Dall'evanescente sussurrata "The white lane" a la moon-safariana "Boulder colorado" che inizia come uno di quei stralunati brani di Syd Barrett (che è rievocato in una sorta di tributo indiretto anche nella pregevole ballata chitarra/voce "Song for paul") per poi perdersi in un soffice tappeto di tastiere e chitarre. Sorprende per vena compositiva il raffinato pop francese altamente vintage di "Isn't it nice" in cui però l'accompagnamento non disdegna una propensione tra Talking Heads e Stereolab.

Il tocco dei due-Air si sente eccome dunque. Arrangiamenti eterei e lunari, cura del suono maniacale, brani immediati che non superano mai i quattro minuti. Tuttavia, cosa più importante, non è solo il contorno a fare il disco, ma sorprendentemente un pugno di melodie ad effetto, fresche e immediate. E, parrebbe un controsenso ma non lo è, le chitarre indirizzano il sound del disco quanto le tastiere. Ciò che stupisce, poi, è che le perle dell'album non siano i brani tipicamente electro-dance (il travolgente remix ai limiti dell'electro-clash di "Brain leech" prodotto dal fido chitarrista 25 Hours A Day) incluso in coda all'album che hanno reso famoso Gopher quanto piuttosto le ballad, inconsuete e decisive.
Dare tutto il merito agli Air sarebbe un'ingiustizia insomma. Forse…



Tracklist
1. Out Of The Inside
2. Brain Leech
3. Nasty Wish
4. Isn’t It Nice
5. Boulder Colorado
6. Carmilla
7. The Game
8. Song For Paul
9. 5000 Moons
10. Go !
11. The White Lane
12. Brain Leech (alternative version)


- Sito Ufficiale Alex Gopher
- Sito Ufficiale Promorama


piero m., 29/03/07
(Se vuoi scrivere un commento all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)


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