[recensione] Beck - Guero (2005)
Beck è sempre pronto a stupire. Sempre pronto a mettersi
in discussione. Perché a tre anni dal sorprendente Sea
Change, acustico, lo-fi, malinconico come mai era stato negli
oltre dieci anni di carriera, cambia nuovamente strada. Sempre se
di cambiamento si possa parlare. Perché è inevitabile,
al primo ascolto, non ripensare alle atmosfere del vecchio giovane
Beck, quello più spensierato e trasandato che profanò
con rap e suoni moderni il tradizionale folk-blues a stelle e strisce.
Riduttivo comunque parlare di un semplice ritorno al passato. Lo
stralunato cantastorie californiano è tornato a collaborare
con i Dust Brothers. E già era un segnale indicativo. Voleva
un suono più ruvido con chitarre aggressive. E in parte riesce
nellambiziosa opera di inserirle nel suo peculiare funk-hip
hop.
Lo dimostra subito senza mezzi termini laccattivante apertura,
anche singolo e video apripista, E-pro che entra in
testa con una facilità disarmante per restarci per almeno
due giorni. Incedere cantilenante. Riff che cattura. Intermezzo
cantato alla sua maniera . Chorus ipnotico. Le basi sono sempre
studiate e mai eccessive. Tutto sembra funzionare. Anche negli episodi
hip hop dove rimedia al rischio-piattume, per fortuna, con intuizioni
melodiche degne di MUTATIONS. Episodi quali Que onda Guero
o Hell yeah che nessuno come lui riuscirebbe a far emergere
da copioni altrimenti noiosi e scontati. Girl se il
disco non fosse uscito a marzo sarebbe probabilmente lhit
intelligente dellestate 2005. Spassosissima intro con campionatura
di gameboy. Un ritornello anche qui ammiccante e di facile presa.
Ascoltando Black Tambourine ci si immerge nel torpore
metropolitano di Los Angeles. Dal torpore improvvisamente si è
catapultati in imprevedibili flash di spiagge assolate e divertimenti.
Effimeri quanto una moda californiana che nasce, esplode ed implode
in meno di una settimana. Ma lui, com'è prevedibile, ne è
fuori e si muove sempre senza una traiettoria definita. Earthquake
weather.
E un frullatore che ha per ingredienti le innumerevoli sfaccettature
del Beck elettrico. Uno stile dal quale è ormai impresa ardua
continuare a estrapolare e identificare le influenze più
dirette o peggio definire con unetichetta generi e categorie
di appartenenza. Il mix si compone di altre perle quali la spolverata
di anni 80 di Scarecrow.
Suoni sempre caldi e vivi, con le chitarre in prima linea e giri
di basso tuonanti che si intrecciano caparbiamente alle basi. Anche
quando al basso cè un ospite di lusso quale Jack dei
White Stripes, nel soul naif di Go it alone. In Rental
car cè aria di Eels e di lo-fi con chitarre bizzarre,
coretto vintage, tamburelli, battiti di mano, base fresca (quanto
il disco) e colorata.
Verrebbe da chiedersi dove son finite le chitarre blues? Ecco che
il folk sdrucito e ubriaco di Beck fa capolino (ma senza troppa
convinzione nonostante lo slide) nella conclusiva eccentrica Emergency
Exit. Per altro dal titolo emblematico per una scelta emblematica.
Anche in Farewell ride" si torna ai tempi di MELLOW GOLD,
mr Hansen il cantastorie bucolico. Armonica e blues che scorre nelle
vene, latenti intuizioni elettroniche che rendono come sempre la
"minestra" attuale e moderna.
La malinconia sembra scomparsa, o forse solo nascosta, relegata
comè nella bossa di Missing dove tornano
anche le lancinanti sviolinate alla SEA CHANGE. E nella dolente
"Broken drum" eterea che sembra scritta da Thom Yorke
e compagni, tra tastiere delicate e chitarre lontane quanto un vecchio
incubo ormai cancellato.
Trasognata. Sofferta. Il momento più toccante dei 53 minuti
di GUERO. Il nuovo gustosissimo cocktail prodotto da quella che
si conferma una delle poche menti del panorama americano con lo
sguardo, nonostante tutto, rivolto al futuro
Tracklist
E-Pro
Que' Onda Guero
Girl
Missing
Black Tambourine
Earthquake Weather
Hell Yes
Broken Drum
Scarecrow
Go It Alone
Farewell Ride
Rental Car
Emergency Exit
Send A Message To Her
Chain Reaction
- Recensione
di 'The Information' (2006)
- Sito Ufficiale
Beck
piero m., 31/03/05
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)
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