[recensione] The Black Heart Procession - The Spell (2006)
[etichetta: Touch
And Go]
Bisogna riconoscere che Pall Jerkins ha saputo emozionare e conquistare
il popolo indie come pochi altri hanno saputo fare. Il suo stile
è improntato alla malinconia ma anche alla ricerca di nuove
sonorità, come dimostra l'impiego della sega, usato come
strumento dai suoni eterei ed estremamente evocativi. La processione
del cuore nero questa volta lancia un incantesimo, e lo fa nuovamente
sfoderando tutte le armi che meglio sa usare. "The Spell"
infatti ammalia come sempre l'ascoltatore rapendone l'attenzione
dal primo all'ultimo brano.
I più esigenti diranno che dai Black Heart Procession ci
si deve aspettare di meglio, ma le atmosfere che si susseguono tra
i brani di questo ultimo disco ripropongono esattamente lo stile
che Jerkins e soci ci hanno sempre presentato. L'impiego del violino
di Matt Resovich conferisce ancora più drammaticità
a brani estremamente cupi come ad esempio "Return to burn",
che potrebbe ricordare per certi versi Nick Cave e i Bad Seeds.
Uno dei brani più intensi sicuramente è "The
letter" che si presenta come una ballata introdotta dal pianoforte
e supportata da una melodia davvero coinvolgente. I suoni ancestrali
di "The waiter #5" si fondono al pianoforte come in un
carillon che proviene direttamente dall'oltretomba. L' aria crepuscolare
si respira per tutto il disco tra aperture più o meno solari
come quelle di "Not just words" o quelle di "The
fix". "The spell" è un'altra grande prova
di talento di una delle migliori formazioni indie-rock del panorama
statunitense.
Tracklist
Tangled
The Spell
Not Just Words
The Letter
The Replacement
Return to Burn
GPS
The Waiter #5
Places
The Fix
To Bring You Back
- http://www.blackheartprocession.com/
- http://www.touchandgorecords.com/
- http://www.promorama.it
Nicolò, 22/05/06
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: nick@kdcobain.it
)
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