[recensione] The Crow Jail Alley - Truth Sin And Believe (2007)
The Crow Jail Alley - Truth Sin And Believe
I Crow Jail Alley nascono nella primavera del 2006 nei pressi di
Udine, cittadina situata quasi sullo stesso parallelo di Seattle.
Perchè prendere proprio Seattle come città di riferimento?
Molto probabilmente sarà per la latitudine che il loro sound
è influenzato da sonorità che videro luce e si svilupparono
in quella parte d'America ormai ben più di 10 anni fa. Forse
c'è di mezzo una questione molto ingarbugliata di fusi orari,
correnti climatiche o vi sono fantastiche porte spazio-temporali
capaci di far ritornare nel passato. Beh, parlando seriamente, le
cose sono due: nel migliore dei casi potrebbe essere semplice e
pura Nostalgia. Nel peggiore dei casi, purtroppo, potrebbe trattarsi
di fossilizzazione della creatività.
D'altro canto, ai Crow Jail Alley, non mancano sicuramente energia,
potenza e tecnica strumentale, importantissimi elementi per una
rockband: le chitarre suonano riff radicati nel blues e nel southern,
basso e batteria vibrano intrisi di groove tribale muovendosi tra
fusion e hardrock. Il sound è pieno, roccioso, rabbioso e
viscerale. La voce di Fabio Sant è anch'essa potente ed esplosiva,
con un timbro ormai collaudato sul genere: possiede, infatti, sia
le sfumature di petto di Eddy Vedder che l'esasperazione di Scott
Stapp dei Creed.
"Truth Sin And Believe" è il loro primo EP autoprodotto
e contiene cinque tracce che si consumano in circa 20 minuti d'ascolto,
i cui titoli e testi non discostano molto dalla poetica grunge anni
'90. I pezzi sono complessivamente ben strutturati e scorrono senza
perdere fiato. Rompe il ritmo frenetico la romantica ballad "Away",
penultimo brano, ricco di arpeggi, cori e lunghi assoli. Atmosfera
da "Renegade" con tanto di deserto e sole al tramonto,
invece, nell'intro del brano conclusivo "Back to devil's land"
dove si alternano ottimi stacchi e riprese che rinforzano pienamente
la carica ritmica.
Che dire, il talento in questi quattro ragazzi c'è e potrebbe
facilmente maturare con un pizzico di originalità e personalità,
magari incrementando l'ascolto di realtà musicali contemporanee.
Bisogna tenere in mente che la musica è comunicazione, è
bene quindi trovare nuove forme d'espressione, cercando continuamente
inedite chiavi di lettura, anche se il messaggio da trasmettere
rimane, in fondo, sempre lo stesso.
Tracklist
1. Master of Ceremonies
2. The things you can't say
3. I can lose my soul
4. Away
5. Back to devil's land
- Sito Ufficiale
The Crow Jail Alley
Smellpunk, 16/02/08
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: smellpunk@kdcobain.it)
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