[recensione] Dandy Warhols - Thirteen tales from urban bohemia

"Thirteen Tales from urban bohemia" segna uno stacco per il quartetto di Portland,meglio conosciuto per il suo genere molto vicino al Brit-pop. I Dandies riescono ancora a creare armonie che portano in uno stato di trance mentale,come nei precedenti album, ma hanno rimpiazzato quel groove sognante che li caratterizzò nel 1997. Atmosfere molto diverse e rarefatte: in "Country leaver" il cantante-chitarrista Courtney Taylor pronuncia lente le parole quasi trascinaldole attraverso fondali di un archetipo country completo di nitriti di cavalli; "Solid" e "Horse Pills" (senza nitriti stavolta) copre in maniera più abrasiva un terreno già marcato dai Velvet Underground. Il glam rock cosmopolita di "Shakin" ci introduce al disincantato Indie Rock di "Big Indian" e finisce con tristi armonie e la dolce rassegnazione di "The Gospel".
Giunto dopo il grande successo di "Not if you were the last junkie on earth", questo nuovo album suggerisce che è possibile essere elegantemente devastati per 50 minuti e sopravvivere per raccontare eloquentemente l'esperienza.
Tracklist:
1. Godless
2. Mohammed
3. Nietzsche
4. Country Leaver
5. Solid
6. Horse Pills
7. Get Off
8. Sleep
9. Cool Scene
10. Bohemian Like You
11. Shakin'
12. Big Indian
13. The Gospel
- Recensione
di 'Odditorium Or Warlords Of Mars' (2005)
- Sito Ufficiale
Soundtrack, 26/08/03
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