Darkness: Permission To Land cd album
[recensione] Darkness - Permission To Land

Chi asseriva con veemenza che il rock è morto si sbagliava
di grosso e i Darkness, la bizzarra band d'oltre-manica, sono arrivati
con prepotenza a dimostrarlo. Sembra incredibile che una band che
fonda il proprio stile su quello di formazioni che hanno fatto storia
come Led Zeppelin, Queen ed AC/DC, possa carpire l'attenzione del
pubblico senza annoiare o far gridare al plagio, invece l'ugola
d'oro di Justin Hawkins e la carica rock dei suoi soci hanno fatto
centro e lo hanno fatto in grande stile. "Permission to land"
è infatti un disco che cattura l'attenzione dalla prima all'ultima
nota grazie al gradevole contrasto tra gli acuti della voce in stile
"Farinelli" e i granitici muri di chitarre che si stagliano
tra melodie orecchiabilissime e assoli che ricordano i tempi d'oro
di Brian May.
Il fatto che questo disco abbia debuttato al numero 1 nella classifica
britannica dovrebbe essere un buon esempio del carattere di questa
band la cui forza a quanto sembra è rappresentata soprattutto
dalle coinvolgenti esibizioni live. Il talento dei Darkness si è
potuto notare già dai fortunatissimi singoli "I believe
in a thing called love", "Growing on me" e "Love
is only a feeling", ma prosegue anche in brani come "Friday
night" o "Black Shuck" che inizia con un riff degno
della tradizione hardrock firmata Angus Young. Anche l'abbigliamento
è una caratteristica fondamentale del successo dei Darkness
proprio grazie all'eccentrica scelta di completini leopardati a
zampa di elefante che si rifanno al glam-rock di band quali Thin
Lizzy, Sweet o Freddy Mercury della prima ora.
Ma tornando alle tracce dell'album, il songwriting è davvero
coinvolgente sia grazie alla singolare voce di Justin sia per la
presenza di incalzanti brani rock in grande stile come "Get
your hands off my woman" o ballate strappalacrime alla Bon
Jovi o Guns'n'Roses come "Holding my own"e "Love
is only a feeling" che allentano la frenesia rock regalando
melodie bellissime difficili da dimenticare. Insomma "Permission
to land" è un album che ha portato alla ribalta una
band che propone brani piacevoli e il cui carisma è costituito
dall'apprezzabilissimo grado di autoironia che non si respirava
dai tempi dei Cugini di Campagna.
Tracklist:
1. Black Shuck
2. Get Your Hands Off My Woman
3. Growing On Me
4. I Believe In A Thing Called Love
5. Love Is Only A Feeling
6. Givin Up
7. Stuck In A Rut
8. Friday Night
9. Love On The Rocks With No Ice
10. Holding My Own
- Recensione di 'One Way Ticket To Hell...And Back' (2005)
- Sito
Ufficiale dei Darkness
Nicolò, 13/03/04
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