[recensione] Herself - God is a major (2006)
Herself - God is a major
Eclettico ed instancabile artista Giole Valenti, che sotto lo pseudonimo
di Herself propone il suo secondo lavoro dopo il fortunato esordio
di un'anno e mezzo fa dal titolo "Please please please, leave
now". L'impronta intimista non manca neanche in questo lavoro
che unisce il folk di matrice cantautorale a cupe ballate semplici
e dirette dove la chitarra acustica fa da padrona e i ritmi vengono
scanditi da pennate tanto ipnotiche quanto ossessive come quelle
di "Waterline". Ma c'è spazio anche per brani più
lenti e cantilenanti come "Day goes by" o "July 2,
by the lake".
Sulle orme di Will Oldham anche Herself crea scenari dal pregnante
spessore emotivo, dove la malinconia è di casa in ogni brano
e dove anche il minimalismo regna sovrano. Le dieci tracce che compongono
"God is a major" riescono a stimolare le corde dell'animo
grazie a pezzi come "Stand in a graveyard" o "Stoned",
dove la poesia si fa ancora più delicata e affascinante.
Ottima anche la scelta strumentale di "Perpetual, youth"
che funge come una sorta di introduzione ad un finale inaspettato
come quello di "To become a trappist/aerolith" di estrazione
prettamente no wave. "God is a major" è un album
che lascia spiazzati per la sua quiete quasi surreale lunga nove
brani e per l'ultima traccia quasi schizofrenica.
Tracklist
5.38/ dawn in my garden
Hidden
Waterline
Day goes by
Report
July 2, by the lake
Stoned
Stand in a graveyard
Perpetual, youth
To become a trappist/aerolith
- Sito Ufficiale
Herself
- Sito Ufficiale
Jestrai
Nicolò, 09/11/06
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all'autore della recensione: nick@kdcobain.it)
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