[recensione] Kiddycar - Forget About (2007)
[etichetta: Seahorse
Recordings]
Kiddycar - Forget About
Il gruppo dei Kiddycar nasce nel 1998 col nome "Kriminal bit"
e raggiunge l'attuale formazione fra il 2005 e il 2006, quando a
Simon Chiappelli, Paolo Ferri e Stefano Santoni (produttore artistico
della band) si aggiunge la voce e la poetica di Valentina Cidda.
Quest'ultima ha avuto importanti esperienze sia nel campo del cinema
(come dialogista e adattatrice cinematografica), sia nel teatro
(come attrice, regista e scrittrice), che nell'ambito musicale (studiando
pianoforte e composizione al conservatorio e divenendo direttrice
artistica di vari progetti che ruotano intorno a realtà alternative,
musica indie e sperimentazione).
"Forget About" è l'album di debutto dei quattro
aretini ed esce dopo un esordio distribuito per i soli canali digitali,
grazie alla notevole Seahorse Recordings ( la stessa degli Ulan
Bator) e alla distribuzione Goodfellas.
La veste grafica rispecchia perfettamente le sonorità Pop
elettro-acustiche e la poetica intima ed intensa dei Kiddycar: su
un prato senza fiori e alcun tipo d'arbusto, sotto un cielo azzurro
ma privo di sole o nuvole, v'è una bimba che copre i suoi
occhi con le mani; forse gioca a nascondino, probabilmente piange
o semplicemente li strofina per schiarire la vista. Forse ha paura
di guardare in faccia la cruda realtà del mondo razionale
e crea così una barriera che le permette di continuare a
sognare il suo fantastico mondo-bambino curiosando, di tanto in
tanto, attraverso le fessure fra le dita che profumano ancora di
latte.
Testi dunque che raccontano il mondo drammatico-esistenzialista
degli adulti visto con sguardo semplice e puramente infantile, fra
delicatezza e potenza, durezza e morbidezza, rigorosità metrica
e flessibilità emotiva. Le dieci tracce, pur mantenendosi
distanti da armonie orecchiabili e quindi da melodie e riff accattivanti,
riescono a disegnare malinconici paesaggi autunnali e atmosfere
rarefatte che, avvolgendo il cuore con toni amari e sensuali, rimandano
a sonorità appartenenti all'attuale rock nordico. La voce
affascinante, sussurrata, monotona e ossessiva di Valentina Cidda
danza fra le pacatezze dei suoni acustici e le asperità ritmiche
dell'elettronica, ammaliando costantemente l'ascoltatore; nei brani
"Nothing serious" e "Time" duetta con la voce
maschile del chitarrista/tastierista Stefano Santoni. Fra gli arpeggi
di chitarre, i giri di basso e contrabbasso elettrico, si riconoscono
inoltre synth, tastiere, vibrafoni, tromboni, fiati veri e sintetici;
nella strumentazione, un uso minimale interessa solo la batteria.
Per essere il primo full-lenght di una band nata da pochi anni,
"Forget About" va considerato un lavoro molto più
che sufficiente, dove il gusto compositivo, la semplicità
e l'immediatezza espressiva sono i punti cardine: i Kiddycar sanno
ciò che vogliono, o meglio, sono pienamente coscienti di
ciò di cui stanno parlando.
Cinquanta minuti di buona musica consigliata a chi non disprezza
le scure ballad alla Nick Drake, le sonorità di Serge Gainsbourg,
Mum, Ms. John Soda, Sigur Ros, Stereo-total e The Gathering.
Tracklist
01 - Human logic
02 - No gravity
03 - Small things
04 - The dawn and the fly
05 - Ame et peau
06 - Can I have your desert please?
07 - Trust
08 - Nothing serious
09 - Time
10 - Trop facile
- Recensione di Sunlit Silence (2009)
- Sito Ufficiale
Kiddycar
- Sito
Ufficiale Seahorse Recordings
- Sito Ufficiale
Goodfellas
Smellpunk, 21/04/08
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: smellpunk@kdcobain.it
)
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