Kill the vultures - Kill the vultures nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Kill the vultures - Kill the vultures (2005)
[etichetta: Jib Door Productions]
L'ultima frontiera dell'indie è rappresentato dagli innesti
hip hop? Difficile dirlo, anche se l'indie-rock è sempre
stato un genere indefinibile, aperto ad ogni tipo di contaminazione
e sempre pronto a sperimentare. Questo è il caso dei Kill
The Vultures che hanno deciso di improntare il loro stile sull'immaginario
hip hop, ma non certo quello di Eminem o quello da classifica degli
svariati rapper fotocopia.
Il rap di questi quattro ragazzi dell'Illinois ha infatti qualcosa
di diverso dal solito, qualcosa di acido, che attinge alla tradizione
anni 80, con addirittura un'approccio punk, e talvolta no-wave.
Le basi sono come vuole la tradizione, ovvero martellanti ed incessanti
ma senza troppi fronzoli, poco articolate, e ben dirette a raggiungere
lo scopo. Basta ascoltare "Hidden signals" per rendersi
conto del minimalismo dello stile dei Kill The Vultures, o anche
"7-8-9" per accorgersi della cacofonia dilaniante che
vive nelle basi.
"Good intentions" spezza i ritmi incessanti con una base
quasi inesistente ed un monologo rap di circa cinque minuti. "Sick
days are upon us" al contrario ricorda i fasti dei Public Enemy
pur mantenendo sempre l'anima acida grazie ad un sassofono di sottofondo
che scandisce un fraseggio free jazz malato. L'album dei Kill The
Vultures è un disco atipico che propone un hip hop rivisitato
in chiave minimalista e ancora più underground.
Tracklist
1 Lovin' You Dangerous
2 Hidden Signals
3 The Vultures
4 7-8-9
5 Good Intentions
6 Sick Days Are Upon Us
7 Beasts Of Burden
8 Howl n' Heal
9 Behind These Eyes
- http://www.killthevultures.com/
- http://www.promorama.it
Nicolò, 23/01/06
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: nick@kdcobain.it
)
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