[recensione] Michael Kiske - Instant Clarity (2006)
Michael Kiske - Instant Clarity
Ho già sparlato abbastanza di Michael Kiske in occasione dell'uscita
del suo album omonimo qualche settimana fa, ma il destino mi ha
rimesso davanti un'altra occasione per dimostrare l'odio che provo
nei confronti di un essere che rinnega il suo passato, un passato
che gli dà il pane in tavola ogni giorno. Dubito infatti che le
vendite di Place Vendome, Supared e dei due capitoli da solista
sommate insieme eguaglino quanto di buono fatto dai primi due Keeper
targati Helloween. Il teutonico Kiske sono più di 10 anni che prova
a tirarsi fuori dalla scena metal, ma poi lo ritroviamo ospite in
album di Gamma Ray, in Avantasia e in altri progetti che non sono
affatto pop-rock come vorrebbe lui.
Ora, non so se per via dell'ultima bolletta della luce, per la politica
"frontiers" di rispolverare tutto quello che è vecchio o per vera
voglia di far riscoprire un album ormai fuori catalogo, fatto sta
che "Instant Clarity" ritorna nei negozi arricchito da tre bonus
track orripilanti in pieno stile Kiske-2000. Fortunatamente in "Instant
Clarity" erano presenti brani interessanti che vedevano Michael
alle prese con brani ancora in stile power-metal, ma anche con piacevoli
momenti hard-rock, senza dimenticare la ballad "Always". Ospiti
di lusso di quell'album erano il sommo Kai Hansen (Gamma Ray) e
Adrian Smith (Iron Maiden) ed infatti il risultato finale dimostra
quanto la presenza dei due abbia giovato all'esordio solista del
tedesco, alla luce soprattutto del pessimo album solista uscito
poco fa. Se consideriamo "Instant Clarity" come l'ultimo vero momento
metal di Kiske (escludendo il già citato "Avantasia" di Tobias Sammet),
allora vale la pena ascoltare il testamento di quello che era forse
la migliore voce del genere ora che si è buttato su un pop-rock
pessimo e stucchevole.
In una recente intervista il "buon" Kiske si è permesso di parlare
male dei recensori, bene ... finchè non torna sui suoi passi, dimostrando
un minimo di coerenza, non avrò problemi a ricordargli che se non
ci fossero stati gli Helloween ora il suo lavoro sarebbe ben altro
e che se deve sprecare il suo talento in questa maniera può benissimo
smettere e dedicarsi ad altre
Tracklist
Be True to Yourself
Calling
Somebody Somewhere
Burned Out
New Horizons
Hunted
Always
Thanx a Lot!
Time's Passing By
So Sick
Do I Remember a Life?
- Recensione
di 'Kiske' (2006)
- Sito Ufficiale
Michael Kiske
- Sito Ufficiale
Frontiers Records
Paolo, 27/06/06
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all'autore della recensione: spreka@aliceposta.it)
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