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[recensione] Courtney Love - America's Sweetheart




Sempre immischiata in qualche episodio imbarazzante, sempre pronta a sfornare con la sua graffiante indole qualche occasione per notiziole di gossip, poco musicali ed interessanti come un giornale scandalistico dal parrucchiere, l'ex leader delle Hole ha finalmente dato spazio alla sua musica (che è poi quello che veramente conta) con questo album che è sicuramente annoverato tra le uscite più attese del 2004. La sua vita privata sarà anche discutibile o artefatta ma la signora Love dimostra sempre di saperci fare con il rock'n'roll. Anche questa volta Courtney ha realizzato un disco che racconta il rock attraverso venature grunge ma che nonostante la rabbiosa voce lascia spazio anche alla melodia in ogni brano. Ma non mancano nemmeno le sue strampalate idee sulle droghe in "All the drugs" ("With all all of my love/With all all of my money/It does'nt feel as good as the drugs") e un poco chiaro passaggio del singolo "Mono" ("Hey, God, you owe me one more song/ So I can prove to you/ That I'm so much better than him") in cui non si capisce esattamente se si riferisca a Dio o a Kurt.

A parte questi aspetti di interpretazione puramente soggettivi, "America's Sweetheart" contiente canzoni rock incalzanti di buona fattura e di ispirazione punkrock come "But Julian, I'm a little bit older than you" o "Almost golden" che ricalca lo stile delle Hole. La somiglianza del brano "I'll do anything" con "Smells like teen spirit" è davvero imbarazzante e come nel brano del marito anche in questo revival grunge non manca una intensa carica e ruvidezza. "Uncool" lascia poi spazio ad un momento più lento, dolce ed introspettivo mentre "Life despite god" si apre con una serie di vocalizzi disperati e si mantiene sempre su un mid-tempo che sembra dover esplodere da un momento all'altro ma che personalmente credo sia il brano meno riuscito dell'intero disco. Nonostante tutto però le canzoni della rocker pin-up (come vuole apparire sulla copertina del disco) trascinano per il poderoso carattere e la grinta che trasmettono come "Zeplin song", ultima frenetica canzone rock dell'album prima della disarmante dolcezza di "Never gonna be the same".

Nel complesso "America's Sweetheart" è un album di piacevole ascolto che continua lo stile delle Hole ma con un sound a volte più ovattato e meno graffiante dei primi lavori forse grazie alla presenza di alcune collaborazioni d'eccezione come Linda Perry (ex-4 Non Blondes) e Bernie Taupin (il paroliere di Elton John).


Tracklist:
1. Mono
2. But Julian, I'm a Little Bit Older Than You
3. Hold On to Me
4. Sunset Strip
5. All the Drugs
6. Almost Golden
7. I'll Do Anything
8. Uncool
9. Life Despite God
10. Hello
11. Zeplin Song
12. Never Gonna Be the Same


- Sito Ufficiale di Courtney Love


Soundtrack, 23/02/04


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