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Daniele Luttazzi - Money for dope nuovo new last ultimo cd album

[recensione] Daniele Luttazzi - Money for dope (2005)




Vittima di una scriteriata censura televisiva ad opera di un governo che si fa portavoce di un' idea di democrazia a dir poco imbarazzante, Daniele Luttazzi non smette di dimostrare la sua straordinaria creatività non solo nel campo della comicità, ma questa volta anche in ambito musicale. Mentre il suo ultimo spettacolo "Bollito misto" riscuote esaltanti successi a teatro, il comico di Santarcangelo di Romagna decide di dare alle stampe il suo primo lavoro in veste di cantautore. Ma la storia che stà dietro a questo disco è molto particolare.

La passione per la musica infatti nasce già in giovane età, tanto che dopo le lezioni di piano e solfeggio dell'infanzia, nel periodo universitario a cavallo tra gli anni 70-80 a Bologna forma la sua prima band dal nome Ze Endoten's Control. Nel 1979 Daniele rimane sconvolto dalla morte di overdose di una sua cara amica e le dedica una canzone, ovvero quella che dà il titolo al disco. Da allora come si legge sul booklet prende piede un'idea: "L'idea era quella di comporre un musical elegiaco che raccontasse alcuni momenti di quella vicenda umana tragicamente interrotta: gli affetti familiari, le esperienze di vita, l'amore."

E così a distanza di ventisei anni dal primo brano "Money for dope" si presenta come una raccolta di brani sotto forma di musical con tutte le atmosfere jazz, swing, funky che contraddistinguono gli spettacoli di Broadway. Gli accattivanti ritmi di "Silence" si fondono con la dolcezza del pianoforte bossanova di "Vienna Vienna" per poi buttarsi nel jazz dei fiati di "Something Fantastic" e nei coinvolgenti cori di "Make your mother sigh". Il disco è un susseguirsi di emozioni vestite di suoni diversi che toccano anche il rock-blues nel brano "Doom". Nessuno si sarebbe aspettato forse una mossa di questo tipo da parte di Luttazzi, ma il talento non è poco e l'ascolto di "Money for dope" scorre senza intoppi per oltre 43 minuti ricordando per certi versi due grandi nomi come Joe Jackson e Donald Fagen.




Tracklist
1. Silence
2. Vienna
3. Something fantastic
4. Make your mother sigh
5. Easy to be fooled
6. Guard my tongue
7. Doom
8. I can't stand it
9. Letters on fire
10. Money for dope



- Sito Ufficiale Daniele Luttazzi


Nicolò, 16/02/05
(Se vuoi scrivere un commento all'autore della recensione: nick@kdcobain.it )


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