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[recensione] May I Refuse – Weather Reports (2007)

[etichetta: Black Candy]



May I Refuse – Weather Reports




Si può uscire vivi dall'emo? Sembrerebbe di no, eppure c'è una band italiana che è riuscita a dimostrare il contrario. Partiti da un background chiaramente emo-zionale, quando a tale discutibile filone musicale non si accostavano così facilmente come oggi frangette, tatuaggi di dubbio gusto e ideali preconfezionati tra l'incazzato e il depresso cronico, i May I Refuse, giunti al secondo lp in studio realizzato con la produzione dell'affiatatissimo tandem Fiorenza-Donadello (batterista dei Giardini Di Mirò) sembrano aver assunto una fisionomia decisamente più credibile.

Dieci brani per meno di quarantacinque minuti in cui dell'emo non c'è traccia neanche nei titoli. Per fortuna le voci di Giachetti e Barberis si intrecciano in un pop schietto e romantico dall'evidente eredità brit. Nulla di originale e rivoluzionario in brani quali "Ghosts Are Riding Bicycles Tonight" o "Lighthouse" ma sarebbe ingeneroso negare la vena melodica del quartetto toscano. Ballad lievi e autunnali, ritornelli semplici ed efficaci, sporadiche folate psichedeliche beatlesiane. Tra brani che sembrano costruiti su canovacci unplugged come "Athens" e altri, quali l'intensa "Moon" e la tenue "Spin", in cui è difficile non pensare all'amaro romanticismo scozzese dei Travis ed è chiaramente il pianoforte il fulcro della composizione.

Verranno pure da Firenze ma riescono a cavalcare senza problemi l'onda lunga della generazione definita con sarcasmo gloomy (i depressi inconsolabili) dalla stampa britannica, quella di band come gli Ocean Colour Scene, gli Athlete, gli Embrace o i primi Keane. Ma sanno osare questi May I Refuse, pur restando sempre ancorati a un pop piuttosto tradizionale, cercando delle soluzioni compositive alla Badly Drawn Boy nei cambi di tempo e negli arrangiamenti senza strafare nella sperimentazione. E il brano di chiusura, "Seconds, Hours, Days, Years" non è che un esempio. Com'è ovvio, in questo quadro piuttosto british non possono mancare tra i riferimenti i capofila, ovvero i Coldplay, soprattutto quelli più acerbi e viscerali di "Parachutes", che aleggiano non poco negli episodi in cui emerge l'elettricità dolente delle chitarre - "Steps", "Points, Lines And Shapes" - se non ci fosse una voce diversa da quella di Martin dalla parte dei MIR.

Un disco molto ambizioso e curato questo "WEATHER REPORTS" soprattutto considerando la giovane età dei componenti della band. Non mancano i buoni ritornelli, non manca la voglia di esprimersi in un genere che sembrava aver detto definitivamente tutto dopo la virata-U2 dei Coldplay. Se a ciò si aggiungerà la voglia di dare un tocco di personalità in più evitando, se possibile, quelle accentuazioni drammatiche e patetiche (nel senso di pathos) tipiche del genere che li ha lanciati negli esordi, i May I Refuse potrebbero sbarcare all'estero camuffando quella nazionalità che spesso rappresenta più di un ostacolo per conquistare il pubblico straniero.

 

Tracklist
01. Ghosts are riding bycicles tonight
02. Athens
03. Lighthouse
04. Points, Lines and Shapes
05. Odyssey
06. Steps
07. Spin
08. Moon
09. Constellations
10. Seconds, Hours, Days, Years


- Sito Ufficiale May I Refuse
- Sito Ufficiale Black Candy Records


piero m., 25/09/07
(Se vuoi scrivere un commento all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)


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