probot - probot
[recensione] Probot - Probot

La passione di Dave Grohl per il metal è manifesta ormai
dal lontano 1993 quando il prolifico artista propose a Kurt Cobain
la presenza dei Sepultura per aprire le date di "In Utero Tour".
Da allora sono passati più di dieci anni e la carriera del
"Re Mida" della batteria, oltre a mietere successi in
tutto il mondo grazie alle svariate collaborazioni e progetti in
corso, ha deciso di realizzare uno dei suoi più grandi sogni
da musicista ovvero i Probot. Questo progetto consiste in una sorta
di eclettica compilation metal, come la definisce lo stesso Grohl,
in cui Dave è l'autore di ogni brano ma la voce è
affidata a tutto il meglio dei cantanti "heavy" tra l'
'83 e il '90. Operazione commerciale? La casa discografica sotto
la quale questo disco esce, ovvero la Souther Lord, toglie ogni
possibile sospetto essendo una label davvero lontana dal mainstream,
ed anche la produzione, che seppur ben curata lascia trasparire
il giusto sound grezzo e graffiante degli anni 80, è un'ulteriore
prova che i Probot sono davvero un progetto che rispecchia un semplice
appagamento personale di Grohl.
Il risultato è comunque un disco di tutto rispetto con nomi
da pelle d'oca come i brani che cantano. Apre le danze Cronos dei
Venom il quale presta la voce per l' incalzante "Centuries
of Sin" che sembra rievocare i fasti della vecchia scuola thrash
metal ma subito l'attenzione viene catturata dalla potenza di Max
Cavalera (Sepultura, Soulfly) che nel brano "Red War"
arriva ad abbracciare sonorità quasi metal-core. Anche un
video accompagna l'uscita del disco, ed è quello di "Shake
Your Blood" un brano in puro stile Motorhead che poteva essere
cantato solo da Lemmy in persona.
Si potrebbe continuare ancora per molto nella lista delle "guest
star" presenti su questo disco ma tra quelle più importanti
sono sicuramente da citare Snake che nel brano "Dictatosaurus"
evoca palesi reminescenze dello stile dei suoi Voivod, poi ancora
Lee Dorrian (Cathedral, Napalm Death) la cui inconfondibile voce
scandisce una lenta ma penetrante "Ice cold man" e addirittura
King Diamond che chiude il disco con una toccante "Sweet Dreams"
(nulla a che fare con la famosa cover "euritmica") e il
suo avvolgente crescendo rockeggiante. Nel complesso "Probot"
è un disco che attraversa almeno un decennio di metal decretando
l'ennesimo successo di Grohl come artista che negli ultimi anni
non si prende una pausa neanche per un raffreddore.
Tracklist:
1. Centuries of Sin performed by Probot / Cronos - 4:09
2. Red War performed by Probot / Max Cavalera - 3:30
3. Shake Your Blood performed by Probot / Lemmy - 2:59
4. Access Babylon performed by Probot / Mike Dean - 1:24
5. Silent Spring performed by Probot / Kurt Brecht - 3:27
6. Ice Cold Man performed by Probot / Lee Dorrian - 5:53
7. The Emerald Law performed by Probot / Wino - 5:33
8. Big Sky performed by Probot / Warrior, Tom G. - 4:51
9. Dictatosaurus performed by Probot / Snake - 3:52
10. My Tortured Soul performed by Probot / Eric Wagner - 5:00
11. Sweet Dreams performed by Probot / King Diamond - 12:08
- Sito
Ufficiale dei Probot
Soundtrack, 22/02/04
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