Puddle of Mudd Life on display ultimo cd album nuovo
[recensione] Puddle of Mudd - Life on display

La stampa ha decisamente esagerato con le più strampalate
definizioni atte ad inquadrare il suono di questa band d'oltreoceano
che con il proprio stile e il successo riscosso con l'album "Come
Clean" ha riportato alla ribalta un genere che per molti era
considerato morto ovvero il grunge. C'è chi li chiama "Nu-grunge",
chi "Post-grunge" e chi invece pensa che accostarli a
Cobain e soci sia un'eresia pura e semplice. Ciò che però
interessa realmente è invece la qualità dei dischi
di Wes Scantlin che con la sua voce graffiante ma melodica ha già
dimostrato di saper scrivere parecchi brani decisamente coinvolgenti.
Quanti di voi hanno scommesso che dopo il successo di "Come
Clean" i Puddle of Mudd sarebbero tornati nell'ombra si sbagliavano
di grosso anche se lo zampino delle major nel puntare tutto su un
nome che ha già avuto successo c'è anche questa volta.
"Life on display" è un disco che continua a regalare
canzoni rock, ma questa volta la carica e l'aggressività
di alcuni brani di "Come Clean" è andata persa
a favore di una componente acustica che è spesso presente
nei dodici brani del disco. Il problema di questo disco però
non è la presenza dei diversi brani lenti e le ballate come
"Change my mind" o la bellissima "Spin you around"
che rimpiazza "Blurry" del precedente disco, ma è
proprio la perdita di velocità nei brani e la rabbia che
"Come Clean" aveva saputo trasmettere. I brani di "Life
on display" rimangono ancorati ad un cliché di mid-tempo
che non riesce ad esplodere in ritmi frenetici ma dirompe talvolta
solo nel fragore dei muri di chitarra come "Already gone"
o "Bottom". Episodio a parte è quello rappresentato
dal brano "Cloud 9" che fa trasparire alcune parvenze
punk'n'roll di buona fattura.
Nel complesso "Life on display" è un disco che
si ascolta piacevolmente mentre si è intenti a fare qualcos'altro,
ma col tempo e un ascolto più attento, la tentazione di premere
"skip" per alcune tracce diventa forte. Questo disco perde
sicuramente il paragone con "Come Clean" che era più
eclettico nei suoi brani (seppur meno patinati) ma rimane pur sempre
un album che fa ricordare con piacere l'ultimo decennio dello scorso
secolo e quei moti alternative-rock che nascevano nel nuovo continente
e che hanno contraddistinto e continuano a coinvolgere generazioni
intere.
Tracklist:
Away from Me
Heel Over Head
Nothing Left to Lose
Change My Mind
Spin You Around
Already Gone
Think
Cloud 9
Bottom
Freak of the World
Sydney
Time Flies
- Sito Ufficiale
dei Puddle Of Mudd
Nicolò, 28/02/04
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