The Raveonettes - Pretty In Black nuovo new last ultimo cd album
[recensione] The Raveonettes - Pretty In Black (2005)
Sebbene il nome lasci pensare a tutt'altra provenienza, i Raveonettes
sono un duo danese. E pur essendo un duo, non devono nulla alla
scia creata da White Stripes e Kills. Loro hanno esordito nel 2002
con un promettente EP e un album che ne aveva confermato la formula,
uno shoegaze molto melodico che gioca, come da norma, sull'accostamento
di voci eteree e distorsioni, ma con un anomala propensione rock'n'roll.
A due anni di distanza arriva il nuovo PRETTY IN BLACK che li lancia
definitivamente in Europa, ma non solo, anche grazie al tour internazionale
di supporto a Beck. Non è insolito intravederli durante le
sue esibizioni mentre ballano ubriachi offrendo Jack Daniel's in
prossimità del palco. Chi ha visto una data di Beck a giugno
potrà confermare.
Travolti da un successo improvviso? Il video di "Love in a
trashcan" è già roba da alta rotazione, filastrocca
da film di Tarantino dall'atmosfera chiaramente anni 50. Il graffiante
approccio garage esalta un giro di chitarra che entra in testa dopo
mezzo ascolto. Sharin Foo (lei) e Sune Rose Wagner (lui) saranno
pure eccentrici e pieni di manie, ma, da buoni scandinavi, più
che ispirarsi ai canoni dello star-system hollywoodiano, preferiscono
giocarci su, con sarcasmo e tanta leggerezza. Basti ascoltare l'uno-due
introduttivo, la strappalacrime "The heavens" o la smielata
"Seductress of bums" resa ambigua e interessante dall'inopportuna
base elettronica. Molto meglio l'introversa "Uncertain times".
O ancora meglio, uno dei momenti più coinvolgenti del disco,
"Sleepwalking". Da un glaciale coretto si innesca una
ballata ritmata e malinconica con un assolo struggente e vibrante.
A modo loro provano a rileggere i maestri My Bloody Valentine. Per
il resto si ondeggia generalmente tra anni 50, Byrds e primi Beatles.
"Here comes Mary" sembra venir fuori da una di quelle
feste da ballo di Happy Days. Ascoltando i cambi di tempo di "Red
tan" poi non si può non pensare alle fascinazioni retrò
dei Pixies. "My boyfriend's back" è l'improbabile
punto d'incontro tra twist, Cindy Lauper ed Elastica. Tanto quanto
la saltellante "You say you lie" che ha dalla sua un altro
riff di facile presa ed effetti stranamente (vista l'aria generale)
futuristici, echi, riverberi e sirene space-rock. Con le drum machine
a spadroneggiare, secche e lo-fi, in contrasto con il timbro etereo
di Sharin. Altro pezzo che potrebbe piacere a Quentin l'assurda
"Somewhere in Texas", una via di mezzo tra country-folk
e Jesus & Mary Chain. La voce altrettanto eterea di Sune si
nasconde, sembra riecheggiare lontana, persa tra distorsioni e chitarre
fino all'assordante feedback conclusivo. Eccessivi e trascurabili
i tentativi di ammiccare alla West Coast ("Ode to L.A."
e "If I was young").
PRETTY IN BLACK va' preso così com'è. Bizzarro, confuso,
volutamente romantico e vintage.
Tracklist
1. The Heavens
2. Seductress Of Bums
3. Love In A Trashcan
4. Sleepwalking
5. Uncertain Times
6. My Boyfriend's Back
7. Here Comes Mary
8. Red Tan
9. Twilight
10. Somewhere In Texas
11. You Say You Lie
12. Ode To LA
13. If I Was Young
- Sito
Ufficiale Raveonettes
piero m., 15/10/05
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)
Indice
delle news | Indice
delle recensioni | Indice
delle interviste
|