[recensione] The For Carnation - Promised Works (repackage - 2007)
[etichetta: Touch
and Go Records]
The For Carnation - Promised Works
Calma, delicatezza e "low-key" potrebbero essere gli aggettivi che
aiuterebbero a riassumere i The For Carnation, uno dei side-project
di Brian McMahan, piccola leggenda dell'underground americano in
quanto voce degli Squirrel Bait e successivamente degli Slint. Da
quest'ultimi erediterà la parte più nevrotica, narcotica, ipnotica
e spirituale e la trasporterà nei TFC. Nella band è accompagnato
da personaggi del calibro di Doug McCombs e John Herndon (dei Tortoise),
David Pajo (degli Slint), Tim Ruth (Evergreen), e dal fratello Michael
McMahan (Dead Child).
Dopo dieci anni dalla pubblicazione, l'album Promised Works (uscito
nel 1997 per l'etichetta Runt), è stato riproposto dalla Touch and
Go senza alcun cambiamento. Un semplice repackage. Al suo interno,
la raccolta di due EP editi dall'etichetta Matador; ovvero "Fight
Songs" del 1995 e il magistrale "Marshmallows" del 1996, rilasciati
nel periodo fra lo scioglimento degli Slint (riformatisi poi nel
2005) e l'album omonimo "the For Carnation"(del 2000).
In Promised Works le pause, i silenzi e gli stacchi, acquistano
un posto di rilevanza. McMahan mormora le sue scheletriche forme
di canzoni servendosi semplicemente di chitarre quasi mai distorte,
e rende omaggio al silenzio maneggiandolo come nei quasi otto minuti
di "Grace Beneath the Pines"che, lunga e tenerissima, apre l'album
con cauta pazienza. Si contrappone "How I Beat the Devil"che dopo
pochi giri "di prova", esplode in un acid-rock che si consuma velocemente.
Nella scaletta, è il brano dai suoni più robusti, dove la tensione
cresce senza mai sfociare nel noise. Il minimalismo sperimentale
ha luogo nella marziale "Get And Stay Get March", mentre semplici
riff di chitarra ripetuti per minuti e minuti, che sono,per qualche
inspiegabile ragione irresistibili, compaiono in brani come "On
The Swing" o "Preparing to receive": il primo, è una ballata elegiaca
con tamburi morbidamente spazzolati ed una chitarra delicatamente
pizzicata che caratterizza uno dei canti migliori di McMahan; il
secondo brano, lungo,ipnotico,quasi monotono, che chiude l'album,
avanza senza fretta e senza pretese. Nessun musicista potrebbe presumibilmente
suonarlo. Può eseguirlo solo McMahan in quel modo. L'unico momento
di passione dissonante ha inizio con un "GONG" e prende immediatamente
le sembianze di un treno a vapore (forse carico d'oro) che viaggia
su riff acidi e incalzanti, fischiando mestamente per tutto il tragitto,
mentre pioviggina sul rullante.
Ecco "I wear the gold". Il sound diradato porta a pensare che la
stessa forma-canzone sia tralasciata, o dimenticata. Pazienti canzoncine
sussurrate su tastiere per bambini compaiono in "Lmyr,marshmallows",
mentre ritmi da moviola si ritrovano in una ballata silenziosa ed
inquieta, chiamata "Winter Lair", fra fantasmagorici tintinnii che
si perdono in un bosco notturno, fino all'esplosione improvvisa
di uno scrosciante rintocco di piatti, che incrementa il disorientamento
dell'ascoltatore. Influenze slintiane si ritrovano in "Salo", un
piacevole valzer melanconico, in lieve crescendo, incredibilmente
lento come la maggior parte dei brani di Promised Works.
Un disco-raccolta prezioso, consigliato a chi apprezza gli Slint,
i Tortoise, i Codeine, i Low e la musica ad ampio respiro, soffusa
e penetrante che caratterizza lo "slow-post-rock". Da ascoltare
da soli, durante i pomeriggi piovosi e ventosi d'autunno, possibilmente
in cuffia, per non farsi sfuggire nessun sussulto e gustarsi pienamente
ogni silenzio.
Tracklist
1) Grace Beneath The Pines
2) How I Beat The Devil
3) Get And Stay Get March
4) On The Swing
5) I Wear The Gold
6) Lymr, Marshmallow
7) Winter Lair
8) Salo
9) Preparing To Receive You
- Sito
Ufficiale The For Carnation
- Sito
Ufficiale Touch and Go Records
- Sito Ufficiale
Promorama
Marco, 22/10/07
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all'autore della recensione: smellpunk@kdcobain.it)
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