[recensione] Unnamed - The Market Of Stupids (2004)

"Le capacità non mancano e le canzoni lo dimostrano, non
resta che aspettare e vedere come questa band si evolverà."
Questa era la frase con cui avevo terminato la recensione del demo
dei 4 ragazzi lucchesi l'anno scorso. Ebbene, gli Unnamed si sono
evoluti, o meglio, hanno formalizzato il proprio lavoro dando alla
luce "The Market Of Stupids", il loro primo cd ufficiale,
per conto della linea alternativa dell'etichetta videoradio. La sostanza
non cambia, l'album è infatti formato interamente dalle 7 canzoni
del demo, a cui sono state aggiunte 5 nuove tracce: si affina la forma
e si raggiunge un prodotto decisamente piacevole, graffiante al punto
giusto. Nel lucchese evidentemente il grunge è nell'aria (ricordiamo
che anche il sound degli Acid Brains, marcatamente nirvaniano, trae
la sua origine da quelle parti) e gli Unnamed l'hanno respirato a
pieni polmoni, visto che ce ne restituiscono deliziosi assaggi ad
ogni canzone. "The market of stupids" è un ottimo
esempio di come a 10 anni dalla morte di Kurt Cobain, leader incontrastato
di questo genere musicale, il sound di Seattle possa rivivere con
la stessa naturalezza a migliaia di chilometri di distanza.
Grazie all'abilità nella diversificazione dei ritmi (soprattutto
all'interno della stessa canzone), e alla destrezza nel maneggiare
l'alternanza di puliti e distorti, gli Unnamed riescono a realizzare
un cd che ha la non indifferente qualità di risultare versatile
nella sua omogeneità (non dimentichiamo che i brani, seppure
con qualche piccola variazione, sono marchiati tutti dallo stesso
stile) e quindi appassionante.
Note malinconiche lasciano posto a vampate di furiosa disperazione
imbastendo un sottile filo ideale che unisce tutte e 12 le canzoni.
Il senso di insoddisfazione regna, e non è certo quello dell'ascoltatore.
E' l'insoddisfazione da cui trae nutrimento e risorsa il grunge
e che in "The markets of Stupids" emerge soprattutto nei
testi : insoddisfazione riguardo al proprio io, ai rapporti interpersonali,
alla società. Ci sono concetti e idee valide nelle parole
dei brani, unico neo è l'inglese non sempre perfetto, tanto
nella grammatica quanto nella pronuncia. L'atmosfera dell'album,
tendenzialmente cupa, lascia spazio a uno spiraglio di positività
nella canzone "In the hope of meeting you", dove la prospettiva
citata nel titolo alimenta la fiducia e la speranza, che si riscontrano
anche in un approccio melodico più disteso e rilassato.
Il cantato è affidato a due voci (Daniele e Piffe); i cori
conferiscono spessore laddove c'è bisogno di maggiore coesione,
mentre nelle parti più roventi contribuiscono ad alleggerire
la tensione, regalando alla sezione vocale un aspetto arieggiato.
La voce principale, quella di Daniele, sembra indissolubilmente
cucita sopra alla musica che suona (a volte anche troppo, visto
che segue in maniera quasi spasmodica le chitarre) ed ha l' impostazione
giustamente cantilenante tipica del grunge. Le potenzialità
non mancano, purtroppo però non vengono sempre sfruttate
al massimo: l'angoscia che in determinate canzoni dovrebbe naturalmente
sfociare in urla disperate spesso viene trattenuta e cristallizzata
in un cantato troppo lineare e troppo poco sporco. Lodevoli in questo
senso sono "Where I live" e "Pigpen", dove la
tensione accumulata con le note esplode nelle parti urlate, particolarmente
intense e pregnanti. Tra tutte le canzoni quella che preferisco
è "I don't need a psychologist": riffs grunge,
ritornelli che odorano di punk.. c'è qualcosa di già
sentito, l'atmosfera, l'incedere del ritmo e addirittura alcune
parole (mayday
) sembrano giungere direttamente dalle ceneri
di D-7, canzone dei Wipers di cui i Nirvana hanno fatto una cover
(poi per caso leggo la biografia degli Unnamed e scopro che nel
loro repertorio live questa canzone era uno dei loro cavalli di
battaglia, e allora tutto si spiega).
Due righe infine merita il booklet: la predilezione verso un certo
tipo di accuratezza nella grafica era già emersa dalla copertina
del demo, caratteristica che trova la sua completa maturazione ora,
nel cd ufficiale. Il booklet infatti è molto curato, contiene
i testi di tutte le canzoni, le foto dei membri della band (sia
singolarmente che in gruppo), e un paio di simpatici disegni a fumetti
il cui apprezzabile gusto ricorda un po' il sapore delle creazioni
toffoliane.
L'acquisto del cd può essere effettuato anche via e-mail.
Per info: info@unnamed.it
Tracklist:
1) Disdain
2) Don't Need a Psychologist
3) Here Together
4) Don't Lie to Me
5) Fucking Self Centried
6) Ain't Joking
7) Where I live
8) In the hope of meeting you
9) Pigpen
10) You must be happy
11) Beewax
12) Without shame
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ilaria, 16/04/04
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