[recensione] The Vines - Vision Valley (2006)

Dopo un secondo disco senza fortuna e la sindrome di Asperger (una
forma dautismo) diagnosticata al frontman Craig Nicholls,
quella dei Vines sembrava una storia giunta al termine. Invece,
con una formazione ormai diversa da quella di Highly Evolved
che li aveva visti arrivare al successo nel 2002, la band australiana
a sorpresa è rimasta unita registrando il suo terzo album.
Lo stile dei Vines alterna energiche e orecchiabili canzoni post-grunge
(il gruppo ha iniziato suonando cover dei Nirvana) a ballate lente
e malinconiche. Non fa eccezione questultimo disco, anche
se stavolta la voce di Craig Nicholls sembra più ispirata
sui pezzi lenti che non quando urla. Così, i momenti più
elevati si raggiungono proprio con canzoni evocative come Vision
Valley (che dà il titolo allalbum), Take
me back e Going Gone.
I brani rock al primo ascolto suonano meno efficaci che in passato,
come se fossero stati messi insieme in maniera un po sbrigativa,
superando a stento il minuto e mezzo di durata. Tuttavia le melodie
sono come sempre immediate e accattivanti, e canzoni come Anysound,
che apre il disco, Nothins Comin e Dope
Train, reggono il confronto con i singoli dei dischi precedenti.
Daltra parte sono gli stessi ritmi elevati a rendere gradevole
lascolto: i primi 12 pezzi scivolano via in poco più
di 25 minuti, mentre Spaceship, lultima traccia
e lunica di una certa estensione, chiude lalbum in maniera
suggestiva e riuscita.
In definitiva un album con cui i Vines sembrano tornare alle origini,
cosa che renderà senzaltro felice chi li aveva apprezzati
agli inizi.
Tracklist
01. Anysound
02. Nothins Comin
03. Candy Daze
04. Vision Valley
05. Dont Listen to the Radio
06. Gross Out
07. Take Me Back
08. Going Gone
09. Fuck Yeh
10. Futuretarded
11. Dope Train
12. Atmos
13. Spaceship
- Recensione
di 'Winning Days' (2004)
- Sito The Vines
David, 27/04/06
Indice
delle news | Indice
delle recensioni | Indice
delle interviste
|