[recensione] Thom Yorke - The Eraser (2006)

Thom Yorke - The Eraser
Strana gente i Radiohead. Nel bel mezzo del tour di un disco che
non c'è e di cui è ancora difficile prevedere le modalità
e i tempi di realizzazione e di uscita, sbuca fuori l'esordio solista
di Thom Yorke. Una vera salvezza questo lp dall'inquietante titolo
"THE ERASER". Perché pare che l'artista più
autenticamente paranoico degli ultimi dieci anni fosse ricaduto
ancora una volta nel tunnel della crisi depressiva da successo come
già avvenuto, del resto, durante le sessioni di registrazione
di "Ok Computer" e durante la lunga pausa sabbatica, preludio
di "Kid A", dopo lo snervante tour di quel disco immenso
quanto scomodo.
"Personalmente volevo mollare tutto per un po', ma ho scoperto
presto che entri in crisi di astinenza" ha dichiarato in una
recente intervista. Da un lato la voglia di suonare con tutto il
peso di responsabilità derivante dalla consapevolezza di
essere una delle band più importanti del pianeta, dall'altro
la volontà di staccare la spina e ritirarsi nella quiete
domestica con la moglie e i suoi due figli. Nove canzoni che vanno
prese come un tentativo di andare avanti, di non chinare la testa,
e non certamente come il preoccupante segnale di una crisi o addirittura
come il primo passo verso lo scioglimento, anche perché gli
altri quattro Radiohead hanno accettato di buon grado la scelta
di Thom e sembra che, chi più chi meno, abbiano persino gradito
l'esperimento.
"THE ERASER" va preso proprio come un esperimento. Nessuna
grande pretesa di stupire che rischi di offuscare quanto fatto e
quanto sarà fatto dalla band. Nove tracce per quasi quaranta
minuti di elettronica lineare, moderata, ai limiti della bassa fedeltà.
Apre la title track "The Eraser", sfogo liberatorio e
appassionato, attorcigliata nel morbido tappeto di piano ed effetti
levigato dal fedele amico e produttore Nigel Godrich. Niente è
mai sopra le righe. La voce non raggiunge quell'enfasi e quegli
eccessi di pathos e disperazione a cui Yorke ci aveva abituato.
E' lo sfogo sommesso dell'artista che osserva con distacco e rassegnazione
le nefandezze della realtà. "Analyze" (Stai solo
recitando una parte/Non c'è tempo per una psicoanalisi).
"The clock" (Stai solo facendo scivolare le tue mani sull'orologio)
avrebbe fatto un figurone in "Hail To The Thief". Versi
spettrali persi in stridori claustrofobici, ritmica sincopata quanto
una "I might be wrong", giro di basso groove. Ancora meglio,
la tetra andatura dark di "Skip divided" (Quando cammini
in una stanza tutto scompare/Quando cammini in una stanza c'è
un casino terribile/Quando cammini in una stanza io sparisco) in
cui la ricerca vocale si assesta su livelli mai raggiunti in un'esaltante
oscillazione tra progressioni hip-hop, angoscianti mugolii e sfoghi
blues. Inquietante. Di tutt'altro tenore l'energico, rilassato,
seducente nelle sovrapposizioni vocali il trip-hop accelerato di
"Black swan". Nel commovente scorcio intimista di "Atoms
for peace" (Così tante bugie, troppe bugie/Ma avverti
l'amore che ne viene fuori) Thom si rivela la risposta maschile
a Bjork con incredibili gorgheggi che arrivano dritti al cuore emergendo
dal consueto oceano minimalista di effetti, echi e tastiere. Glaciale.
Scandinavo. Segue l'unica fase veramente movimentata, via di mezzo
tra Autechre e Aphex Twin, l'ossessionante apocalisse metropolitana
di "And it rained all night" (Il ticchettio di una bomba
ad orologeria/Sottoterra, sotto 50 piedi di cemento/Era una piccola
perdita, diventa un lago) dove a naufragare, più che New
York, è la coscienza del cittadino e la pioggia minacciosa
ha un valore allegorico tutt'altro che catartico e salvifico. Lo
spettro di Brian Eno aleggia su ogni brano. La voce di Yorke , intrappolata,
ingabbiata nell'accompagnamento a tratti freddo e asettico, è
l'immagine più efficace per descrivere le atmosfere e le
tematiche che emergono dai testi. Sempre pervasi di quel pessimismo
tra Orwell e Philip K.Dick, costruiti su un solido impianto di metafore
sui meccanismi perversi della società del terzo millennio.
Il rifiuto dei lati più disumani di un'umanità sull'orlo
del cataclisma. L'errore, il rimpianto, l'inadeguatezza, gli incancellabili
fantasmi del passato, le molteplici incognite del futuro, l'inarrestabile
corsa del tempo. Era però dai tempi di "Electioneering",
seppur con invettive molto più ironiche e indirette, che
i testi di Yorke non si scontravano con l'attualità con i
termini dell'attualità. Perché anche nel "politico"
"Hail to the thief", dal titolo più o meno ispirato
dallo slogan anti-Bush, prevaleva un linguaggio prevalentemente
figurato, fortemente allegorico e ricercato, difficile da cogliere
a primo ascolto. Nel brano dai toni meno trattenuti, soliti loop
travolti da orchestrazioni struggenti e pause ambient, "Harrowdown
hill" (Non riesco a sopportare le pressioni/Non chiedermi di
chiedere spiegazioni al ministro) basta interpretare il titolo per
capire che è esplicito il riferimento alla collina nel cui
bosco fu rinvenuto il cadavere del dr.David Kelly, il macrobiologo
inglese suicidatosi (o assassinato?) tre anni fa dopo aver smascherato
le incongruenze del dossier-Blair sulle armi di distruzione di massa
in Iraq. "Cymbal rush" è l'ultimo accorato messaggio,
e qui rientra il tema della fuga e del ritiro, assai ricorrente
in "Ok computer" quanto in "Amnesiac" (Prova
a salvare la tua casa/Prova a salvare le tue canzoni/Prova a fuggire/Ma
non allontanarti), con il coinvolgente sfogo finale che ricorda
nell'incedere quasi wave "There There" con la differenza
che non ci sono comunque chitarre, ma il solito rassicurante tessuto
di effetti, che ai più farà magari etichettare questo
disco come monotono e ripetitivo.
Più che monotono è un album monocorde, un eccellente
pamphlet del minimalismo contemporaneo tra elettronica e avanguardia
orchestrato da una delle migliori voci viventi. Il bello è
che il prossimo disco della band al completo sarà di tutt'altra
natura. Strana gente i Radiohead.
Tracklist
1 the eraser
2 analyse
3 the clock
4 black swan
5 skip divided
6 atoms for peace
7 and it rained all night
8 harrowdown hill
9 cymbal rush
piero.m, 18/07/06
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