[recensione] You Should Play in A Band - S/t (2006)
[etichetta: Black
Candy Records]
You Should Play in A Band - S/t
Da un idea estemporanea nata per necessità di rinnovamento
ha preso forma, grazie ad una costola della bolognese Juniper Band,
un nuovo progetto che va ad inserirsi nel fecondo sottobosco indie
italiano: gli "Should play in a band". Una numerosa lineup
che conta sei elementi ufficiali, tra cui Maria Giulia Degli Amori
che nel disco duetta con il frontman Francesco Begnoni, e parecchi
altri collaboratori come Bruno Germano dei Settlefish, Tiziano Bianchi
dei Portfolio o Vittorio Demarin dei Father Murphy.
Atmosfere desertiche e scarne descrivono ambienti polverosi folk-rock,
a tratti western, richiamando alla memoria le sonorità dei
Calexico, dei Franklin Delano e dei Codeine, alternandosi a dolci
duetti rievocanti il song-writing dei Low e dei L'Altra. Un background
di influenze che la band riesce a rielaborare egregiamente, definendo
una personalità propria e distinguibile.
Le tracce sono 11, tutte cantate in inglese, costituite da brani
della Juniper Band riarrangiati in una nuova veste artistica, un
paio di brani indediti e altrettanti covers d'autore (When You Dance
I Can Really Love di Neil Young, World War Pigs di Julian Cope).
L'album ha inizio con la bellissima Border of love dove molteplici
inserti di tromba, violino e piano/rhodes ci portano in viaggio,
attraversando strade deserte, da pinete rinsecchite dal freddo notturno
alle umide rive del mare, dove ci si ferma per la notte, aspettando
Morfeo davanti ad un fuoco acceso sulla spiaggia.
Segue Our beautiful lard: chitarre mai distorte accompagnate da
soffici tocchi di synth e da fluidi ritmi percussionistici.Lamenti
di chitarre distorte che odorano di post-rock si ritrovano in Every
hour wounds, last one kills, Clod bodies e When you dance i can
really love, quest'ultima dal ritmo più incalzante e dalle
sonorità pixiesiane.Genuinità e purezza sbocciano
nell'ultimo brano, Blue star: semplice ballata per fisarmonica,dal
sapore zingaresco, su cui la candida voce di una bambina recita
la melodia. Quello degli YSPIAB è un progetto che difficilmente
passerà inosservato, dato che l'essenza della loro arte riesce
a sfiorare proprio il fondo quel muscolo involontario, e quindi
non plagiabile, che usualmente chiamiamo cuore.
Un album impedibile per chi ama L'altra,Come, Low e Ennio Morricone.
Tracklist
1. Borders of Love
2. Our beautiful land
3. Ropes
4. Gemini
5. Every hour wounds, last one kills
6. Cold bodies
7. To the glow
8. When you dance i can really love
9. World war pigs
10. Tweedle
11. Blue star
- Sito
Ufficiale You Should Play In a Band
- Sito Ufficiale
Black Candy Records
Marco, 27/03/07
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